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Quando disegno, amo farlo immerso nel cuore del centro storico di Perugia, in uno degli angoli più belli e suggestivi della città: all'ombra dell'Acquedotto Medievale.
Oltre alla già citata costruzione medievale, nel raggio di pochissimi metri si trovano l'imponente Arco Etrusco, Palazzo Gallenga, sede dell'Università per Stranieri, e l'affascinante mosaico Romano di via Santa Elisabetta, risalente al II sec. D.C.
Caratterizzato dalle sue ampie arcate, l'acquedotto Medievale corre sopraelevato rispetto a Via Appia, con la quale poi si ricongiunge attraverso la lunga scalinata che culmina sotto l'omonimo arco (Arco dell'Acquedotto).
Con l'inizio dei lavori per la sua costruzione datati intorno al 1254, l'acquedotto rappresenta una delle prime infrastrutture di questo tipo dell'era medievale. Disegnato per portare acqua dal vicino Monte Pacciano alla Fontana Maggiore in Piazza Grande (l'odierna Piazza IV Novembre) con il solo ausilio di una condotta forzata di 5 Km, cominciò ad essere operativo dal 1280, un'impresa di ingegneria idraulica straordinaria per l'epoca. Rimasto poi inutilizzato dal 1292 in seguito ad alcuni lavori di ammodernamento, riprese ad essere utilizzato dal 1322 fino a che, nel 1897, fu sostituito da uno più nuovo.
Dopo la sua dismissione, l'opera, attribuita all'architetto Veneziano Boninsegna, venne convertita a percorso pedonale pensile nella sua parte terminale, tra l'attuale via Fabbretti e le mura cittadine Etrusche, ovvero l'uso a cui ancora oggi è adibito.
Un percorso molto suggestivo che conduce dritto nel cuore della città tra i tetti delle vecchie abitazioni, passando prima sopra l'Arco della Conca e poi attraverso la già citata Porta dell'Acquedotto.
Una cornice ricca di storia e di artigianato, dove si respira ancora l'atmosfera dei mestieri del passato.